VI meeting internazionale di Brescia
Nella mattina di oggi, domenica 20 dicembre, alla piscina Palasystema di Brescia, è stata coronata vincitrice del VI meeting internazionale di Brescia la rappresentanzadella nazionale polacca. Secondi classificati gli atleti croati, mentre il terzo posto se lo è aggiudicato il team di casa, la Polisportiva bresciana No Frontiere. Un altro orgoglio tutto bresciano,e momento clou della giornata di gare,è stato il record del mondo a firma di ArjolaTrimi. La campionessa No Frontiere hainfatti strappato nei 200 stile un incredibile3.12.32, migliorando di 3 secondi il suo precedente record.
Il Meeting internazionale di Brescia, uno dei momenti più attesi nel mondo del nuoto paralimpico italiano,havisto oggi la presenza di ben 173 atleti (di cui 31 stranieri) per 36 squadre in gara. 6 le specialità per 46 batterie totali. Ospiti d’onore della manifestazione il campione olimpico Domenico Fioravanti eil primatista mondiale Giorgio Lamberti.
Le sfide, iniziate con i 400 metri stile libero, sono proseguite con i 200 stile, 200 misti, 50 stile, 50 rana e 100 rana.A concludere la staffetta, riservata alle sole squadre nazionali.
Non sono mancati all’importante occasione sportiva ilCT della nazionale italiana Riccardo Vernole e il responsabile della nazionalegiovanile Enrico Testa. Per alcuni atleti, i tempi registrati oggi potrebbero fare la differenza nella strada verso Rio 2016.
1° classificata: Poland
2° classificata: Croatia
3° classificata: Polisportiva bresciana No Frontiere
4° classificata: Aspea Padova
5° classificata: Pol. Bergamasca
6° classificata: Pol. Ha. Varese
7° classificata: Polisportiva bresciana No Frontiere
8° classificata: Aniene
9° classificata: Briantea 84
10° classificata: ASD Atlantide Onlus
DICHIARAZIONI delle personalità presenti:
Valter Muchetti, assessore alla rigenerazione urbana e politiche per una città sicura del Comune di Brescia:
“E’ una bellissima occasione, non solo per lo sport e la città, ma per la crescita di tutti. Durante le guerre, le prime cose che vengono abbattute sono i ponti: oggi ho visto dei grandi operai costruttori di ponti. Persone che lavorano senza sosta con capacità e impegno. Operositàche, per la Polisportiva bresciana No Frontiere, viene da lontano: da 7 anni di questa splendidomeeting e 30 di vita associativa. In tema di disabilità l’Italia non ha nulla da invidiare ad altri paesi. Molto però c’è ancora da fare, soprattutto nell’abbattimento delle barriere sociali e culturali. Accortezze urbanistiche ed attenzioni ad hoc significanonon soloandar incontro alle esigenze dei diversamente abili, ma anche d’anzianiomadri col passeggino.Sono sensibilità dedicate alla crescita di tutti. Quest’oggiil plauso, la solidarietà e l’affetto dell’Amministrazione comunale sono comunque tutti per No Frontiere: per quanto fa ogni giorno per lo sport, la nostra città e il futuro. Un futuro in cui mi auguro, rispetto alla disabilità si provvederà ad ogni necessario accorgimento tecnico. Grazie ad occasioni come quelle di oggi, però, e all’esempio che i ragazzi sanno dare, non ci sarà più bisogno di modifiche alla ‘testa’ della gente”.
Giacomo Marniga, sindaco di Borgosatollo:
“Oggi abbiamo assistito ad una gara entusiasmante. Da subito mi sono reso conto del clima molto caldo, partecipato, edella grande emozione vissuta da atleti e pubblico. Quest’ultimo, in particolare, numerosissimo. Per me è stato un onore portare ufficialmente i saluti e gli ‘in bocca al lupo’ a tutti gli atleti. Non senza un po’ di campanilismo, devo ammetterlo, e tanto affetto per No Frontiere, realtà di ‘casa nostra’ (la sede associativa è a Borgosatollo). Il loro è un bellissimo esempio. Da parte nostra l’impegno è sostenere la loro come altre importanti, simili realtà. Il solo modo per farlo è fare rete, lavorare insieme, imparare ad apprezzare reciproche esperienze, competenze e idee. Occasioni come quella di oggi dimostrano il valore dell’inclusione. Sogno un domani in cui atleti normodotati e diversamente abili saranno tutti protagonisti delle medesime gare, sia pure in distinte batterie”.
Giovanni Marelli, presidente Csv di Brescia:
“Provengo da un’associazione che si occupa di fragilità, in particolar modo legate ai bisogni degli anziani. So dunquebene cosa significhinooccasioni come quella di oggi per mettere a parte la società civile dei disagi vissuti da alcuni. Disagi evidenti, sì, ma non patiti, non subìti in modo necessariamente passivo: l’esempio dato dagli atleti in gara, l’impegno loro e dell’associazione organizzatrice racconta l’importanza di rendere tutti partecipi di cosa sia la disabilità, ma anche di come certe barriere si possano abbattere. Simili giornate sono importanti per far capire alla popolazione che moltissime persone non avrebbero chi tutela i loro diritti se non esistessero questi ‘corpi intermedi’ organizzati proprio in associazioni. Il Csv ha la funzione storica di fornire servizi di consulenza e informazioni al mondo del volontariato, ma svolge anche un ruolo di rappresentanza. Bene far conoscere e far in modo che realtà associative e volontaristiche come quelle oggi impegnate nelle gare, possano dialogare e, complici le nuove soluzioni tecnologiche, lavorare di concerto, razionalizzare risorse e capacità”.
Angelo Piovanelli, presidente regionale Anmil:
“E’ la prima volta che assisto a questa splendida gara e sono rimasto particolarmente colpito dal clima di festa che il Meeting di Brescia sa offrire: tantissime persone e ragazzi fortemente coinvolti sul piano emotivo. Tutto questo non è solo bello, ma importantissimo. E se davvero bisogna sempre puntare in alto per ottenere buoni risultati, come ci ha insegnato oggi la nostra ArjolaTrimi, questo credo sia il passo giusto per un futuro migliore. Come Anmil siamo felicissimi di essere presenti e, per il futuro, in particolar modo per quanto attenga al mondo dello sport e disabilità, continueremo a sostenere la collaborazione interassociativa in quest’ottica. Credo che Brescia possa far scuola in questo e nella crescita di una sempre più diffusa cultura dello sport”.
ArjolaTrimi, atleta No Frontiere, detentrice del record del mondo nei 200 stile:
“Quello di oggi è stato un risultato davvero inaspettato, anche se da tempo stavo lavorando, con la mia allenatrice, Manuela Biava, per migliorare il mio precedente record. Esserci riuscita qui è stata un’emozione grandissima. Per questo risultato devo ringraziare La Polisportiva bresciana No frontiere e il gruppo di atleti milanesi con cui mi alleno. Se è vero che il nuoto è uno sport individuale, è altrettanto vero che il gruppo è fondamentale: ti motiva e ti spinge a fare sempre meglio. Non sono abituata ad adagiarmi e, se l’obbiettivo è Rio 2016, mi piace ragionare una gara alla volta. Ora la preparazione è dedicata agli europei. Il merito del tempo di oggi credo dipenda dagli sforzi dedicati a migliorare il ‘ritorno’: i primi 100 metri, di solito, li affronto a ritmo sostenuto, ma tendo a calarenei secondi 100. Non so se dipenda dalle caratteristiche fisiche o dalla patologia, ma di recente abbiamo deciso di finalizzare gli allenamenti al lavoro di resistenza. A quanto pare abbiamo fatto bene. Che i frutti poi si siano raccolti in quella che per me è la ‘gara di casa’ non può che rendermi felicissima”.
Domenico Fioravanti, campione olimpico:
“Fa sempre piacere poter dare un contributo in occasione di simili manifestazioni. La mia azienda collabora da tempo con la Polisportiva bresciana No Frontiere: con loro c’è un ottimo rapporto e ci tenevamo ad esserci oggi. Nel nostro piccolo cerchiamo di dare una mano a queste associazioni, realtà che s’impegnano tanto per cercare diportare a tutti i benefici dello sport. Disabili o meno, quel che è certo è che oggi, comunque, abbiamo assistito ad esempi di nuoto d’altissimo livello. Ho avuto modo di parlare con alcuni ragazzi: mi hanno chiesto come fare per crescere in questo bellissimo sport. ‘Capita la giornata no – ho spiegato loro -, ma spesso s’impara più dalle sconfitte che dalle vittorie. Bisogna far tesoro di certi insegnamenti e il risultato, grazie a impegno e costanza, arriverà di certo’. Nel Meeting di oggi,però, non sono le sconfitte ad aver fatto parlare di sé, ma il fantastico record di ArjolaTrimi: una gioia immensa.Un’ottima premessa per un 2016 targato Rio”.
Giorgio Lamberti, primatista mondiale e presidente San Filippo spa:
“E’ stato entusiasmante vedere l’incredibile afflusso d’atleti e pubblico. Brescia, con quest’annuale evento internazionale, è per il nuoto paralimpico quello che i ‘7 colli di Roma’ rappresenta per i normodotati. Non solo: la nostra città si conferma col Meeting di Bresciabaricentrodell’ospitalitàper il nuoto paralimpico, e fiore all’occhiello riconosciuto anche all’estero. Oggi, poi, il record del mondo conquistato da ArjolaTrimi è stata una notizia strepitosa, e la dice lunga su vivacità,qualità e potenzialitàravvisabili in queste discipline sul nostro territorio e in Italia. Ragazzi come quelli oggi in gara in passato erano lasciati in disparte, poco considerati. Si sono dimostrati oggi una volta in più atleti con volontà di ferro, in grado di cimentarsi ogni giorno in allenamenti durissimi. Raggiungere l’altissimo tasso tecnico che oggi ho visto in piscina vuol dire lavorare con profondo, costante sacrificio e grande rispetto per questo sport. C’è da tempo un protocollo importante per cercare di parificare nelle gare la partecipazione di atleti diversamente abili e normodotati. Molto è già stato fatto e tanto ancora si sta facendo, con serietà, capacità, e uno sforzo organizzativo davvero encomiabile: sono certo che il futuro sarà dello sport sempre più senza distinzioni. San Filippo cerca di fare la sua parte, vuole mettere a disposizione d’occasioni importanti come quella di oggi strutture sempre più di qualità: oggi Brescia è in grado di ospitare eventi internazionali di grande prestigio. Faremo il possibile perché sia sempre di più così”.
Oliviero Castiglioni, consigliere nazionale FINP:
“Una gara, quella di oggi, che si dimostra, anno dopo annosempre più partecipata e di spessore. Oltre al record della Trimi, oggi ho apprezzato in gara un eccellente livello agonistico: anche se è la prima competizione di questa stagione gli atleti si sono dimostrati estremamente preparati. L’augurio è, naturalmente che questo si traduca, col nuovo anno, anche in buoni posizionamenti sul fronte brasiliano delle paralimpiadi. Credo sarà così, del resto, perché i nostri ragazzi si stanno comportando bene. Un grazie va soprattutto agli allenatori locali, perché sono loro, sono le società sul territorio i primi a far crescere nello sport i ragazzi. Ottimo, poi, il legame che si è ormai intessuto tra i tecnici locali elo staff nazionale. Dal 2008 ad oggi ho visto crescere moltissimo lo sportparalimpico. L’impegno degli enti, la passione delle società, accordi importanti come quello di recente stipulato con la RAI, che seguirà da vicino e sempre più gli eventi paralimpici, non possono che far sperare per il meglio. Raccontaremediaticamente l’impegno dei nostri atleti alla gente, inoltre, significa educarla ad apprezzarne gli sforzi. È il punto di partenza per un domani che vedrà, come spero, l’integrazione di olimpiadi e paralimpiadi in un’unica, grande festa dello sport”.
Giulia Frosi, Giudice arbitro della manifestazione:
“Abbiamo assistito ad una gara molto bella e ben organizzata. Altissimo inoltre il livelloin vasca dal punto di vista tecnico. E’ per me davvero un piacere partecipare ogni anno a questo meeting internazionale proprio in ragione dell’ottima qualità: alimenta il dialogo con le altre nazioni, stimola la conoscenza dello sport paralimpico e pone alla prova atleti di grandissima capacità che, come credo, sapranno rendere orgogliosi la nostra nazione. Rispetto all’anno scorso ho apprezzato particolarmente gli sforzi di varie realtà straniere per equipararsi ai nostri standard tecnici, ai regolamenti italiani: un importante segnale della capacità dello sport di farsi esperanto fra le varie nazioni. Un po’ campanilisticamente, devo ammettere poi, che il record mondiale di ArjolaTrimi conquistato oggi ci riempie d’orgoglio. Lavoro da una decina d’anni nel mondo del nuoto paralimpico e posso tranquillamente affermare che il livello attualmente raggiunto dagli atleti non ha niente da invidiare a quello dei normodotati. Con queste manifestazioni dobbiamo puntare a far uscire di casa i ragazzi e formarli al valore dello sport, assolutamente restitutivo in termini di benessere, ma anche educativo e sociale. Gli ottimi collaborazione e dialogo tra i tecnici sul territorio e realtà nazionali non sono solo utili e funzionali a bordo vasca, ma promettono di crescere insieme sempre più. Siamo in stretto contatto, operiamo 365 giorni l’anno in grande sinergia. Tutto questo e, soprattutto, le qualità che i nostri italiani stanno dimostrando, mi fanno essere fortemente fiduciosa per Rio 2016. Se oggi ho dovuto squalificare qualcuno è perché stiamo parlando di sport ad alto livello, le aspettative sono alte e così dev’essere per il tenore del contesto, l’attenzione a regole e regolamenti: questa è la strada perché presto, come mi auguro, cadano anche le ultime barriere tra normodotati e diversamente abili”.
Sergio Masini